CONSIGLI
CEFALEA TENSIVA La cefalea tensiva è la forma più diffusa di mal di testa e, relativamente, la meno dolorosa. E’ caratterizzato da dolore persistente, non pulsante, di intensità lieve o media, che interessa di solito la nuca (regione occipitale). La durata delle crisi è molto variabile. Il disturbo dipende principalmente dalla contrazione involontaria e continua dei muscoli del collo e delle spalle, associata a condizioni di affaticamento e tensione. La cefalea tensiva è più comune nel sesso femminile e colpisce prevalentemente le persone che trascorrono molto tempo sedute in posizioni scorrette o accumulano stress. Sintomi In genere la cefalea tensiva è associata a forti stress emotivi, all’ansia, alla depressione o ad altri disturbi psichici. Oltre allo stress, gli altri fattori scatenanti la cefalea tensiva comprendono: Posture viziate che favoriscono la continua tensione dei muscoli del collo; Abuso di farmaci, che causa assuefazione; Problemi all’articolazione della mandibola; Squilibri ormonali; Alterazioni del ritmo sonno-veglia. La cefalea tensiva è caratterizzata da un mal di testa persistente, non pulsante, bilaterale, di intensità lieve o media a seconda della gravità della crisi, che solitamente interessa la regione occipitale. Si può manifestare una modesta fono-fotofobia. Il tipo di dolore tipicamente gravativo-compressivo, può essere sordo, “a fascia” o “a cerchio”, a volte “a casco”, come un cerchio che stringe. La cefalea tensiva non condiziona le attività quotidiane, anzi, mantenersi in movimento può procurare sollievo alla muscolatura. In alcuni casi possiamo trovare associati ai sintomi finora descritti anche altri disturbi come vomito, nausea (dovuti alla tollerabilità del dolore) e sensibilità alla luce o al rumore, ma la loro incidenza è abbastanza rara. La cura deve essere commisurata in base agli episodi presentati. Bisogna anzitutto lavorare sulle cause della cefalea per fare in modo che il disturbo non si cronicizzi. Guida Per limitare la frequenza degli attacchi di cefalea tensiva, è bene intervenire sui fattori scatenanti, sia attraverso l’assunzione di farmaci, sia correggendo eventuali comportamenti scorretti. Per la maggior parte delle forme tensive da lievi a moderate, si utilizzano analgesici (come il paracetamolo) e gli antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene, il naprossene, il diclofenac e l’acido acetilsalicilico; questi farmaci consentono di contrastare il dolore e fornire sollievo. La prevenzione della cefalea tensiva o la riduzione della frequenza degli attacchi è possibile adottando uno stile di vita sano e rispettando alcune norme di comportamento: Non curare il mal di testa con il “fai da te”: il trattamento va sempre stabilito dal medico. In particolare, non usare analgesici e altri farmaci da banco in modo incontrollato. Evitare i conflitti, sia sul lavoro, sia in famiglia, e tutte quelle situazioni che inducono ansia e stress, principali cause di cefalea tensiva. Per contribuire a ridurre la tensione, può essere utile pianificare e organizzare la giornata in anticipo. Inoltre, è consigliabile ritagliarsi ogni giorno del tempo e degli spazi da dedicare alle attività che si preferiscono, come leggere un libro, iscriversi a un corso di ballo o guardare la tv. Rispettare il ritmo sonno-veglia: dormire eccessivamente o troppo poco rispetto alle proprie esigenze è un fattore che altera l’equilibrio generale dell’organismo e che può facilitare l’insorgenza di cefalea tensiva. Praticare un’attività fisica regolare: lo sport aiuta a scaricare stress e tensioni, favorisce il sonno e aiuta a regolare i ritmi biologici. Attenzione, tuttavia, agli sforzi fisici troppo intensi. Controllare che l’origine della cefalea tensiva non dipenda da problemi all’articolazione alla mandibola o da anomalie dentarie; in tal caso, è necessario l’intervento dell’odontoiatra.
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